venerdì 24 febbraio 2012

Un valzer nell'acqua

Mi sfugge, lo prendo, lo riperdo
sembra una strana danza
di gocce d'acqua,
la nostra.


Eppure scivoliamo via,
insieme, a volte noi
piccole gocce,
immerse nel nostro mondo.


Non ci accorgiamo neanche
di miliardi, di frenetiche
altre gocce
che ci circondano.


Scivoliamo insieme,
nello stretto ruscello della vita,
che probabilmente non ci porterà
da nessuna parte.


Ma sarà un infinito flusso,
una corsa di gioia
nel restare uniti e viaggiare
sulla strada della felicità.


Poesia scritta da Anna Pavliv
Noi piccole gocce...

mercoledì 15 febbraio 2012

Tornando a casa...

Scesa dal tram, il vento mi travolse. Il gelido vento d'inverno. Scacciò via ogni pensiero buio che mi aveva tormentato per un intero giorno. Cominciai ad osservare le piccolezze; le luci multicolori dei semafori, delle macchine, dei negozi. E le strade poco trafficate illuminate dalle fiocche luci calde dei lampioni.
Il marciapiede leggermente bagnato dalla pioggia, e, sporco... con le cartacce e le cicche da ogni parte.
Alzai lo sguardo per non vedere quell'oscenità e vidi una busta tra i secchi rami di un albero.
Riuscivo a sentire solo il rumore delle macchine, che mi sembrava più lontano di quel che era davvero e dei miei passi. Nient'altro.
Il cielo scuro e immenso sopra di me, sopra tutto questo.
Mi fece sentire una piccolezza come tutto quel che mi circondava.
Figurarsi come si sentirono a disagio i miei piccoli pensieri a proposito di tutto ciò.


lunedì 13 febbraio 2012

Recensione del libro "il giovane Holden"


J.D. Salinger  nacque a New York il 1° Gennaio del 1919 e morì a Cornish nel 27 gennaio 2010.
È divenuto celebre per Il giovane Holden (The Catcher in the Rye), un classico romanzo di formazione che ha conosciuto una enorme popolarità fin dalla sua pubblicazione nel 1951. Dal 1953 si è spostato da New York andando a vivere a Cornish (New Hampshire) riducendo progressivamente i contatti umani fino a vivere praticamente da recluso. Nel 1941 Salinger iniziò una relazione sentimentale con Oona O'Neill, figlia di Eugene O'Neill, a cui scriveva ogni giorno lunghissime lettere. La relazione finì quando Oona iniziò a frequentare Charlie Chaplin.
Durante l'avanzata dalla Normandia verso la Germania conobbe Ernest Hemingway, allora corrispondente di guerra da Parigi, e rimase in contatto epistolare con lui. Dopo aver letto gli scritti di Salinger, Hemingway commentò "Gesù ! Ha un talento straordinario!".
Nel 1948 Salinger propose al The New Yorker un breve racconto intitolato Un giorno ideale per i pescibanana. Alla redazione della rivista, nota per essere severa nei giudizi, rimasero così impressionati dalla "eccezionale qualità del racconto"spinse lo scrittore a pubblicare i suoi lavori quasi esclusivamente sul The New Yorker.

Riassunto: Il giovane Holden è un amante dell’inglese e dei libri, ama leggere, anche perché suo fratello, D.B.,  è uno scrittore. Ma nonostante il suo grande amore per la lettura, Holden odia i college. Lo infastidisce l’atmosfera  troppo snob che gli avvelena l’anima e non sopporta la gente che frequenta i college. È stato espulso molte volte da diverse scuola e perciò ha avuto modo di incontrare e conoscere una gran varietà di persone e coetanei, alcuni gli sono stati anche simpatici, ma ciò non gli impedì mai di andarsene da quelle scuole prestigiose. Così l’ultimo college, fu Pencey, in Pennsylvania… anche se il suo ritorno a casa era previsto per mercoledì non volle passare un secondo di più nella sua stanza condivisa con Stradlater, un poco di buono. Così prende il primo treno per New York, con lo scopo di girarci finchè non arriverà il tempo di tornare a casa a subire il solito discorso dei genitori. Così gira per New York in cerca di riempire le ore del giorno con qualcosa di interessante, risiede nei luridi hotel e ogni tanto chiama qualche vecchio amico. Fino al ritorno a casa dalla sua cara sorellina, Phoebe, proprio il giorno in cui i suoi genitori erano andati a cena fuori, per fortuna. D’un tratto, dopo parecchi infortuni nei casi scolastici e di relazioni con le persone, decide di fuggire da quel mondo così caotico. Phoebe lo trattiene. L’unica ragione che può farlo rimanere a New York e continuare la sua vita così com’è sempre stata, magari migliorando.

Focalizzazione: la focalizzazione in questo caso è interna, anzi Salinger si riconosce parecchio nel personaggio di Holden Caufield. Perciò è quasi autobiografico il racconto.

Holden Caufield: “Viene universalmente riconosciuto come simbolo della ribellione e dell’angoscia adolescenziale, a causa del suo desiderio di crescere che contrasta con la sua asp irazione di difendere l’innocenza dell’infanzia, ed uno dei personaggi di maggior spicco nella letteratura americana del XX secolo.” Holden, ha 17 anni e si descrive come un ragazzo alto e magro, caratterizzato da alcuni capelli bianchi sul lato destra della testa. È un ragazzo molto cinico e un bugiardo patologico, odia gli ipocriti e il teatro. A volte si comporta proprio come un ragazzino.

Stile: Salinger ha un grande abilità nel cogliere i più complessi particolari e dettagli, per la cura delle descrizioni, per il tono ironico e per le atmosfere tristi e disperate con cui viene dipinta New York. Inoltre, il romanzo fu vietato dalla censura in alcuni paesi ed in alcune scuole statunitensi per il suo uso disinvolto di un linguaggio volgare; la parola goddamn (It. "maledizione !") vi compare 255 volte insieme ad un certo numero di fuck (It "fotti !")

Tematiche: I temi principali di Salinger sono la descrizione dei pensieri e delle azioni di giovani disadattati, la capacità di redenzione che i bambini hanno su questi, e il disgusto per la società borghese e convenzionale.

Spazio e Tempo: Tra Pennsylvania e New York, prima delle vacanze di Natale. Anno 1947.

Riflessioni Personali: A mio parere è un libro meraviglioso!!! Che anche senza un’elissi vera e propria è riuscito a coinvolgermi e interessarmi, grazie alla grande abilità di Salinger di saper descrivere in dettaglio e comunque lasciare spazio all’immaginazione. Salinger è riuscito a trasmettere tante cose.

Anna Pavliv

domenica 12 febbraio 2012

Attimo di riflessione divenuto ora

"Osservavo il vapore che dall’acqua saliva al soffitto, ascoltando i Led Zeppelin dall’iPod. Osservavo le pareti di mattonelle marroni invase da quel vapore e l’acqua che oscillava se facevo un minimo movimento.
«Il bagno caldo è proprio rilassante.» pensai guardando la fioca luce della lampadina accesa, ma un attimo dopo fui invasa dai pensieri, quelli stupidi. Con quella vocina idiota che ti dice presto di pensare qualcosa, altrimenti sembri morta, sembrava che stessi sprecando la mia vita. Non pensavo assolutamente a niente mentre osservavo i piccoli particolari che mi circondavano.
Ebbene d’un tratto non seppi più come sentirmi, felice di non aver alcun pensiero tetro oppure triste perché non ne avevo affatto."