venerdì 5 aprile 2013

Recensioni di Balza e la Piccola Sarta cinese di Dai Sajie



Balzac e la Piccola Sarta cinese

Autore: Dai Sijie è figlio di un medico e nasce in Cina nel 1954, da giovanissimo viene spedito nella provincia di Sichuan in un campo di rieducazione fino al 1974. Alla morte di Mao, riesce ad entrare all'Università dove studia storia dell'arte e dove riesce ad ottenere una borsa di studio in Francia. Così tuttora vive e lavora a Parigi. Scrisse il suo primo libro nel 2000 ed è “Balzac e la Piccola Sarta cinese”.

Trama: In breve, la Dai Sijie ci narra di due ragazzi; Luo e il suo amico (il quale è anche omodiegetico, cioè narratore interno e non onnisciente),  i quali vengono mandati in rieducazione in un villaggio nella montagna di Phenix, poiché sono figli di un medico e un dentista che non sono considerati altro che “nemici del popolo”.
Non appena giunti in quel luogo abitato solo da rozzi contadini devono affrontare subito una prova, la fiducia del capo del villaggio nei riguardi dei due ragazzi poiché uno di essi ha seco uno strumento musicale, un violino, sconosciuto al popolo di quel posto. Il capo del villaggio, dall’aspetto orrido chiede di suonargli qualcosa, e Luo suggerisce all’amico di improvvisare una sonata, con molta furbizia la intitola: “Mozart pensa al presidente Mao”. Dopo un bel po’ di tempo passato a lavorare faticosamente in quel villaggio sperduto e scollegato alla civiltà, il capo attribuisce ad entrambi l’affascinante compito di visitare una volta al mese il villaggio a poca distanza dal loro per assistere alla proiezione dei film, per poi tornare e riassumere al proprio villaggio tutta la storia nei minimi particolari. Ai due la cosa interessò molto e in seguito si dimostrarono parecchio bravi a raccontare le storie.
Venendo continuamente in quel piccolissimo villaggio, chiamato Yong Jing, incontrano la figlia del sarto del villaggio. Questa, la Piccola Sarta importa un po’ di allegria nelle loro vite e da qui nasce la splendida avventura d’amore tra Luo e lei. Oltre a questo la storia diventa veramente movimentata quando i due amici scoprono che un loro amico, Quattrocchi, è proprietario di una valigia segreta, la quale contiene tantissimi libri e perciò la nasconde sotto il suo letto.
Dopo aver preso in possesso il libro di Balzac le loro vite assumono una visione completamente diversa e prima a loro sconosciuta.

Personaggi: Luo, è un ragazzo molto furbo e tranquillo, capace di inventarsi intere storie su due piedi e raccontarle con una tranquillità immane. Inoltre è un ragazzo socievole, al contrario del suo migliore amico che è molto riservato e più un amante della solitudine e tranquillità, e anche del suo violino.
La Piccola Sarta, è una ragazza bellissima e piena di vita, ma senza alcuna istruzione. Infatti all’incontro coi due ragazzi si mostra molto interessata e racconta loro quanto ama la presenza delle persone istruite.
Il padre della Piccola Sarta, il sarto del villaggio le ha insegnato solo a leggere.

Tempo della storia: La storia si svolge durante la Rivoluzione culturale, lanciata nel 1966, era volta a frenare l'ondata riformista promossa in seno al partito principalmente da Deng Xiaoping e Liu Shaoqi, per ripristinare l'applicazione ortodossa del pensiero marxista-leninista. Questa rivoluzione non veniva a cessare con la presa del potere da parte dei comunisti, ma continuava per impedire l’imborghesimento del partito stesso.
La rivoluzione culturale era fondata sulla mobilitazione dei giovani, universitari o meno, che erano figli dei borghesi, o semplici persone che facevano un lavoro nobile come lo scrittore, il medico ecc.
Ancora oggi non è chiaro quanti siano stati i morti, sono circa 7 milioni di vittime.

Commento personale: È stato veramente bello leggere un libro simile, non è il mio genere ma è stata un piacere. E mi ha trasmesso veramente molto, credo sia questa l’importanza dei libri, alla fine è anche questo il messaggio:
assorbire il più possibile il significato che lo scrittore vorrebbe trasmettere durante la lettura di un libro, in questo caso credo sia proprio la felicità nel leggere e migliorare sé stessi dopo la fine di ogni libro.
 La soddisfazione nel sentirsi più liberi col pensiero e più acculturati.

Recensione scritta da Anna Pavliv

Balzac e la Piccola Sarta cinese

Nessun commento:

Posta un commento