venerdì 5 aprile 2013

Recensione Qualcuno con cui correre di David Grossman



Qualcuno con cui correre di David Grossman


  Autore:  David Grossman è uno scrittore israeliano, nato nel 1954 a Gerusalemme.
 Grossman ha studiato filosofia e teatro all’Università Ebraica di Gerusalemme ed è autore di parecchi romanzi, saggi e letteratura per lettori di ogni età. David Grossman è considerato uno dei più grandi scrittori contemporanei per via del suo straordinario talento di scrivere in maniera semplice e avvincente, uno stile capace di coinvolgere facilmente il lettore. E’ noto soprattutto per aver scritto “Qualcuno con cui correre” e “Ci sono  bambini a zig zag” e anche per aver sperimentato nuovi stili originali di scrittura, come nei suoi libri “Che tu sia per me il coltello” e “Vedi alla voce: amore”.

Trama:   “Qualcuno con cui correre” è un romanzo strutturato in maniera confusionale, ma il suo magnifico stile di scrittura non permette in alcun modo al lettore di distogliere lo sguardo dalle pagine per un attimo e di ripescare il cuore dalla storia; è talmente coinvolgente!
Innanzitutto il racconto è suddiviso in due protagonisti, che inconfutabilmente sono destinati ad incontrarsi per via di Dinka.Una vecchia cagna intelligentissima che per sfortuna si è ritrovata al canile municipale.
E un sedicenne timido e goffo di nome Assaf, che per l’estate decide di lavorare al municipio per racimolare un po’ di soldi per potersi permettere un obbiettivo della Canon, poiché lui è un amante della fotografia, viene incaricato di riportare Dinka dal suo proprietario e consegnargli il modulo 76, la multa per aver perduto la cagna. Non appena usciti dal canile, iniziò la corsa dietro a Dinka. Seguendo la bestia per le strade di Gerusalemme, Assaf giunge in posti impensabili e a lui prima sconosciuti e con questi anche le persone particolari che in modo semplice riescono ad aprire la mente di Assaf e ampliarla. In più, lentamente, Assaf impara a conoscere la grande e incredibile storia e personalità di Tamar. La proprietaria di Dinka, irraggiungibile. Una ragazza che sembra forte a primo impatto, ma piano si scopre tutto il contrario. La sedicenne è individualista, decisa e non con un’alta autostima di se stessa e del mondo che la circonda, caratterizzata di una profonda passione per l’arte. Il canto è ciò che lei ama fare di più, oltre che a stare col suo amatissimo fratello, scomparso da un bel po’ di tempo di casa. Così lei decide di fuggire di casa, per salvare il fratello tossicodipendente,  e dalla fondatezza che la circonda e immedesimarsi in una realtà di tutt’altra crudezza.
   Sfruttando il suo talento, Tamar dopo un po’ di tempo che passò a cantare e a fare l’artista di strada, venne coinvolta nella stessa rete di banda di malfattori, governata da un uomo sgradevole di nome Pessah, in cui si trovava Shay, il fratello. Shay è talentuoso, un dio con la chitarra, ma secondo lui senza la droga sarebbe una nullità, eppure il suo aspetto è sgradevole, emana debolezza e ormai nessuna speranza di ritornare ad una vita normale.
   In ogni caso Tamar è decisa e vuole assolutamente arrivare fino in fondo in questo suo piano progettato per mesi, vuole assolutamente tirare fuori di lì suo fratello. Assai difficile, staccarsi dalla droga e da quel luogo di malfattori… è impossibile, così continuano a dirle le persone del posto. Ma la speranza è l’ultima a morire, così è anche per Assaf che affronta delle realtà a lui prima sconosciute.
Entrambi i ragazzi riescono a crescere e maturare e diventare forti combattendo con le loro paure.
    Assaf e Tamar hanno in comune la loro poca autostima di loro stessi e del loro aspetto. Assaf ha la faccia ricoperta da brufoli ed è impacciato. Mentre Tamar è di bel aspetto secondo coloro che conoscere, caratterizzata da bei riccioli neri e lunghi, costretta a tagliarli a zero per entrare nel suo personaggio da “artista di strada problematica”.

Commento personale:     Dopo aver finito di leggere “Qualcuno con cui correre” ho provato quella sensazione di FINE, vera fine. Come se non sapessi più che cosa fare dopo aver letto l’ultimo rigo del libro. Ho addirittura conservato le ultime pagine ai momenti di totale silenzio per essere travolta dal pathos e godermi le ultime parole.
Dopo averlo finito sono rimasta circa una decina di minuti a riflettere a tutto ciò che è accaduto dalla prima all’ultima pagina. È un libro sconvolgente, tanto che per un paio di giorni la mia vita si è trasformata in quella di Assaf e Tamar, ed io vivevo e maturavo insieme a loro rigo dopo rigo.
Davvero emozionante! Inoltre trasmette talmente tante cose che ancora oggi a distanza di un mese che ho finito di leggere il libro, mi metto a pensare: alla tristezza e la sgradevolezza della tossicodipendenza, alle tantissime storie difficili che maggior parte degli adolescenti ha passato e che ognuno le affronta a modo suo, alla grandezza dei cuori e la bontà di certe persone, e viceversa. E soprattutto a quanto sia importante l’amore in questo mondo, senza il quale non sarebbe cominciata la stravolgente avventura dei due adolescenti.

Qualcuno con cui correre


 Recensione di Anna Pavliv

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